LA STORIA DI
RADIO BLU MONOPOLI
Quando Radio Blù accese il suo segnale il 6 giugno del 1988 era l’unica radio nel Sud Italia a trasmettere solo musica italiana, sui 92,900 Mhz. Non un caso dunque che la prima canzone in onda fu “Inevitabile follia” del pugliese Raf.
Al canale storico poi si affiancarono i 94,200 Mhz (su Monopoli) e i 95,650 Mhz (di Bari).
Così nasce Radio Blù, dall’esperienza e dalla passione del suo ideatore Paolo Formica, radioamatore fin da ragazzo. La radio nasce inizialmente quasi per gioco, in una soffitta di un metro per 3 di lunghezza. Uno sgabuzzino per due persone al massimo, quasi interamente riempito dalle attrezzature e dai trasmettitori. Ma il segnale si è affermato con facilità e in breve tempo, proprio grazie alla formula di Radio Blù l’onda italiana così vicina ai gusti della gente. Nel tempo è stata aggiunta anche quella che prevede altri generi musicali.
Tra i programmi di propria produzione, da segnalare il satirico Apriscatole (1994) che ha segnato un’epoca con i suoi personaggi irripetibili, frutto del lavoro incessante e goliardico dell’Associazione universitaria Angelo Menga. Poi le interviste in studio, a cura di Donato Menga e Vincenzo Bellini, con cantanti emergenti ora affermati come i 99Posse, i Sud sound system, Saturnino (bassista di Jovanotti) e Suoni mudù. Momento importante, d’intrattenimento e d’informazione, il radiogiornale e il Blù line a cura dei giornalisti Mauro Denigris (oggi Antenna sud) ed Eustachio Cazzorla (oggi La Gazzetta del Mezzogiorno e BarGiornale).
Ampio spazio è adesso dedicato allo sport in particolare con le trasmissioni sul Volley in streaming, alla musica Rock, ai programmi di intrattenimento e al ritorno al passato.





